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    FRANTUMAZIONE

    FRANTUMAZIONE

    Benne per frantumazione e frantoio elettrico per inerti

    Vantaggi
    • Piastre di frantumazione in fusione al Manganese 18%
    • Regolazione rapida della granulometria
    • Facili da trasportare da un cantiere all’altro
    • Valvola di massima pressione
    • Ingrassaggio centralizzato
    • Manutenzione facile e poco impegnativa
    • Materie antiusura HARDOX

    Per la frantumazione, CM propone benne frantoio da installare sulle varie macchine operatrici come minipale e miniescavatori, escavatori, terne, pale gommate e telescopici e il frantoio elettrico mobile, entrambe le attrezzature sono a mascelle e in grado di frantumare qualsiasi tipo di materiale dall’inerte proveniente dalle demolizioni alle pietre naturali presenti in natura. Questi materiali possono essere riciclati per la produzione di nuovi materiali da utilizzare in diversi settori, come ad esempio il settore edile o infrastrutturale. Di dimensioni compatte, hanno un elevata forza di frantumazione e alta produttività e garantiscono il massimo rendimento e sicurezza per l’operatore.

    Applicazioni

    Applicazioni e settori d’impiego

    La frantumazione in cantiere è una fase sempre più strategica per ridurre i costi logistici, minimizzare gli smaltimenti e riutilizzare gli aggregati in opere nuove. Le attrezzature CM consentono di trasformare in materiale riutilizzabile direttamente in sito calcestruzzo, laterizi, asfalti e rocce oltre a scarti di granito, marmo, con benefici immediati su tempi e budget. Nei cantieri edili urbani, ad esempio, la frantumazione inerti riduce i viaggi verso impianti terzi e velocizza la chiusura delle lavorazioni; nelle opere stradali permette di produrre sottofondi e misti granulometrici pronti alla posa; in cava consente pre-rotte e ricondizionamento di pietre naturali evitando fermi macchina.

    Una parte rilevante è legata al riciclo: il frantumato ottenuto può rientrare nella filiera come aggregato per calcestruzzi non strutturali, rilevati, riempimenti e drenaggi. Lavorare con macchine frantumazione inerti direttamente sull’escavatore o con frantoi elettrici mobili riduce l’“impronta” del cantiere, migliora la sicurezza (meno movimentazioni) e consente tracciabilità del materiale. Per imprese e PA è un vantaggio competitivo: più controllo, meno dipendenza da terzi, rapidità di risposta alle varianti d’opera.

    Tipologie di frantumazione e tecnologie a mascelle

    La tecnologia a mascelle è il cuore delle attrezzature CM. Il principio è semplice ed efficace: due piastre di frantumazione generano una compressione progressiva che riduce il materiale per schiacciamento. Questa soluzione è robusta, tollera bene materiali sporchi o con armature leggere e garantisce pezzature costanti.

    Nel trattamento dei materiali, si distinguono tre fasi di frantumazione: la primaria riceve pezzi grossi da demolizione o scavo e li porta a pezzature medio-fini, la secondaria raffina il prodotto per ottenere curve granulometriche adatte a sottofondi e riempimenti mentre la terziaria, quando necessaria, calibra ulteriormente la pezzatura per specifiche più strette. Le benne frantoio CM e il frantoio elettrico mobile garantiscono la massima flessibilità operativa coprendo tutte le fasi della frantumazione – primaria, secondaria e anche terziaria. Grazie alla regolazione rapida dell’apertura, l’operatore può passare in pochi minuti da una produzione più grossolana a una più fine: le benne frantoio della serie CBF arrivano fino a un minimo di 20 mm, mentre il frantoio elettrico e le benne frantoio compatte (serie CBF-L) raggiungono i 10 mm, assicurando risultati precisi senza lunghi fermi macchina.

    Il confronto con altre famiglie tecnologiche chiarisce i vantaggi d’uso: i frantoi a cono lavorano per compressione ma sono tipicamente impiegati su materiali più duri e con alimentazioni regolari; i frantoi a urto privilegiano la rottura per impatto e sono performanti con materiali friabili. La scelta CM di puntare su mascelle per benne e frantoi elettrici mobili offre il compromesso ideale tra robustezza, semplicità meccanica, manutenzione ridotta e qualità del frantumato per i principali impieghi in cantiere.

    In questo contesto si inserisce l’impianto frantumazione inerti su gomma o cingoli, ma spesso l’agilità operativa delle attrezzature CM rende superflua la mobilitazione di un impianto di frantumazione completo: con la benna frantoio sull’escavatore si opera dove serve, quando serve, senza permute complesse di mezzi e senza layout dedicati. Quando invece servono volumi più elevati e continuità di processo, un impianto di frantumazione inerti elettrico consente un ciclo ordinato, silenzioso ed efficiente, con consumi contenuti e controllo puntuale della curva granulometrica.

    Come scegliere la benna per frantumazione adatta

    La scelta dipende principalmente da macchina portante, materiale, obiettivi di produzione e pezzatura desiderata. Il rapporto peso/portata è fondamentale: la benna deve “accoppiarsi” all’escavatore o alla minipala rispettando i carichi ammessi e garantendo stabilità. Un escavatore con idraulica adeguata assicura produttività e continuità d’esercizio; per questo CM Srl offre una gamma dimensionale che copre mini pale, terne e pale fino a macchine più pesanti.

    La natura del materiale guida l’apertura iniziale e la regolazione della granulometria: calcestruzzo con ferri richiede tolleranza al corpo estraneo e facilità di scarico; l’asfalto beneficia di settaggi che limitino la generazione di fini; la roccia compatta privilegia l’energia di schiacciamento. Qui entrano in gioco le piastre in manganese al 18%: resistono all’usura e mantengono profili attivi più a lungo, prolungando gli intervalli manutentivi. La struttura in Hardox, invece, assicura robustezza e durata complessiva della macchina, riducendo deformazioni e segni di fatica anche nelle condizioni di lavoro più gravose.

    Un ulteriore criterio è l’economia operativa: una benna frantumatrice correttamente dimensionata riduce i cicli a vuoto, ottimizza i tempi di carico e scarico e massimizza la resa oraria. In scenari dove i volumi sono eterogenei o le lavorazioni sono intermittenti, l’attrezzatura a bordo macchina è imbattibile per rapidità. Se invece il fabbisogno è continuativo, gli impianti di frantumazione inerti elettrici consentono turni prolungati con consumi stabili e integrazione di vagli o nastri di selezione.

    Manutenzione, costi e durata

    La continuità produttiva nasce dalla semplicità d’esercizio. Il sistema di ingrassaggio centralizzato riduce gli errori e facilita gli interventi giornalieri. Le piastre a elevata percentuale di manganese conferiscono resistenza alla fatica e all’abrasione, con usure uniformi e prevedibili. La regolazione della granulometria veloce limita i fermi e consente di adattarsi ai materiali senza operazioni complesse.

    Dal punto di vista dei costi, l’ottimizzazione si gioca su tre fattori: energia, usura e logistica. Con la benna per frantumazione elimini molte movimentazioni esterne, riduci i conferimenti a discarica e il costo d’acquisto di aggregati; con il frantoio elettrico mobile migliori il rapporto kWh/ton e ottieni un prodotto più omogeneo, spesso evitando passaggi di vagliatura terzi. La disponibilità di ricambi e la progettazione modulare CM rendono la manutenzione programmata lineare, con fermate brevi e pianificabili.

    Contattaci per una consulenza sulle tue necessità di frantumazione inerti

    Ogni cantiere ha obiettivi e vincoli specifici. CM Srl analizza macchina portante, natura dei materiali, target granulometrici e vincoli logistici per consigliare la soluzione migliore tra benna frantoio e frantoio elettrico mobile, o la loro combinazione. L’obiettivo è sempre lo stesso: massima resa, qualità del frantumato e controllo dei costi.

    Contattaci per definire insieme settaggi, produttività attese e integrazioni accessorie (vagli, nastri, sistemi di separazione). Trasformiamo la frantumazione in un vantaggio competitivo reale per il tuo prossimo progetto!

    Quali materiali posso trattare?

    Calcestruzzo e cemento armato e non, laterizio, asfalto, mattoni, pietra naturale (granito, basalto, pietra blu, arenaria, calcare, ardesia), ghiaia, pietre di fiume, materiale da scavo, roccia vulcanica, calcarea, ceramiche, scarti di marmo e misti da demolizione. Le mascelle tollerano inclusioni moderate e, con gli accorgimenti giusti, gestiscono anche armature leggere.

    Che pezzatura posso ottenere?

    La regolazione rapida permette di passare da pezzature più grosse a più fini in base all’uso: riempimenti, sottofondi, recuperi ambientali o preparazione a successivi stadi di lavorazione su impianti frantumazione inerti. Nello specifico, la granulometria che si può ottenere è da 10 a 80 mm nel frantoio elettrico oltre che nei modelli più piccoli delle benne frantoio (serie CBF-L), mentre per le benne frantoio per escavatori da 10 ton e oltre (serie CBF) da 20 a 140 mm.

    È adatto al cantiere urbano?

    Sì. La compattezza e la produttività elevata delle attrezzature CM sono ideali dove gli spazi sono limitati. Il frantoio elettrico, in particolare, riduce rumorosità ed emissioni, rendendo più agevole l’operatività in contesti sensibili, mentre la benna frantoio, compatta e facile da spostare, si applica con semplicità anche a macchine operatrici di piccole dimensioni.